giovedì 22 giugno 2017

BENVENUTI, AMICI


Avete mai discusso sulle origini del millenario conflitto fra Israeliti ed Ismaeliti? Sulle ragioni storiche, culturali, ambientali.
Chi sono gli Israeliti e chi gli Ismaeliti?
Sono i discendenti di Israele-Isacco e Ismaele, i figli di Abramo, il grande Patriarca, fondatore delle tre moderne Religioni monoteiste.
AGAR, di origine egiziana, era la madre di Ismaele e SARA, di origine babilonese, era la madre di Isacco.
AGAR... la figura più controversa della Bibbia.
La tradizione ce la propone come schiava di Sara, la Sposa Primaria del patriarca Abramo, fondatore del popolo degli Ibrihim (figli di Abramo), ossia degli Ebrei, rifugiati in territorio egizio.
Sara, però, poteva avere come schiava l’egiziana Agar, una donna del popolo dominante?
Chi era, dunque, veramente Agar?
Sposa, sorella, serva, (ad eccezione di Madre, con ben altra funzione) erano termini che, all’epoca, si attribuivano alla donna, indipendentemente. Anche in Egitto, la Sposa era spesso chiamata: “Sorella del mio cuore”.
E allora: Agar, sposa o schiava?
E’ possibile provare a sciogliere l’enigma, attraverso le pagine di questo libro che narra le vicende di una donna straordinaria e unica: "A G A R"








sabato 10 giugno 2017

INTRODUZIONE




Agar nasce a Tebe, durante il regno di Thutmosis III, da una Sposa Secondaria del Sovrano. Cresce fra gli agi della corte e la reclusione del gineceo reale, mal sopportando il ruolo impostole dal destino e dalla tradizione maschile.
La sua storia personale si intreccia con le vicende di alcuni Faraoni, come Thutmosis III, suo figlio Amenopeth II, la Regina-Faraone, Hatshepsut .Testarda e ribelle, raggiunge la maggiore età, evento che coincide sempre con un matrimonio combinato. Per Agar, però, lo sposo non è un uomo comune: il suo nome è Abramo e viene dalla terra di Ur dei Caldei.
La vita che l’aspetta è assai diversa da quella condotta a Tebe. Un lungo viaggio la porterà a Mambre, dove incontrerà nuove genti e intreccerà nuovi rapporti e dove conoscerà speranze e delusioni.
Alla fine, però, scoprirà il vero ruolo della sua vita.

sabato 3 giugno 2017

ANTICO EGITTO- PSICOSTASIA… ovvero, pesatura dell’anima

ANTICO EGITTO- PSICOSTASIA… ovvero, pesatura dell’anima



Il papiro dello scriba Hunefer vissuto sotto il regno di Seti I – XIX Dinastia dei Faraoni – ben visibili: Hunefer guidato da Anubi – Anubi che pone il cuore sulla Sacra Blancia – La bestia Ammit – Thot che annota il risultato – Horo che presenta il defunto ad Osiride, alle cui spalle c’è Iside.
Tra le varie prove che il defunto doveva sostenere, c’era quella della “pesatura dell’anima” che gli avrebbe permesso di raggiungere il regno di Osiride oppure lo avrebbe condannato ad una gran brutta fine tra le fauci della bestia Ammit; questa era un ibrido: testa di coccodrillo, corpo di leone, coda di serpente, eternamente affamata ed insaziabile d pronta a fare del malcapitato un gustoso spuntino.
Il Ka (spirito) del defunto, però, non era proprio uno sprovveduto e neppure un derelitto mandato allo sbaraglio da solo; ad accompagnarlo e sostenerlo in questo percorso irto di pericoli, c’erano numerose divinità funerarie, tra cui ANUBI, lo Sciacallo Divino, il Traghettatore delle Anime. Questi lo accompagnava fin nella Sala del Tribunale di Osiride e qui poneva il cuore del defunto su uno dei piattelli della Sacra Bilancia.
A questo punto entrava in scena Maat, la dea della Verità e della Giustizia, che si toglieva dal capo la Sacra Piuma e la poneva sull’altro piattello: il cuore e la piuma dovevano avere lo stesso peso. Se il cuore fosse stato più pesante della piuma, il KA del defunto veniva dato in pasto alla bestia Ammit. Per evitarlo, bisognava rispettare il rituale, che tra l’altro, prevedeva l’utilizzo di formule magiche, come quella di “alleggerire” il cuore:
“O mio cuore di mia madre. O mio cuore per il quale esisto sulla terra. Non sorgere contro di me a testimonio. Non creare opposizione contro di me tra i Giudici. Non essere contro di me innanzi agli Dei. Non essere pesante contro di me innanzi al Grande Signore dell’Amenti… Salute a voi o dei potenti per i vostri scettri… Io mi sono unito alla terra e sono giunto nella parte più profonda del cielo… Io non sono morto e sono uno spirito glorificato per l’eternità” (dal Libro dei morti degli antichi egizi -il papiro di Torino)
Non era l’unica prova ad attendere il Ka del defunto. C’era quella della “Dichiarazione di innocenza” o “Giudizio dei 42”. Il Ka veniva invitato a dichiararsi innocente, al cospetto di 42 Spiriti, ognuno dei quali impersonava un peccato: furto, calunnia, avarizia, ecc… In realtà, bastava essere innocente di almeno 7 di quei peccati per sfuggire alle fauci della bestiale Ammit.
Superata queste ed altre prove, il KA del defunto poteva fare due cose e di solito le faceva entrambe: o tornare nella tomba, “entrare” nel corpo imbalsamato o nella statua che lo ritraeva e “vivere” in quell’ambiente, oppure restare negli Hotep Jaru, i Giardini di Osiride, il Paradiso, in qualità di Akh, Spirito Glorioso

A G A R

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Versione in lingua : inglese, francese, spagnolo - AMERICA STAR BOOKS

AGAR

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